Punti Essenziali di ISTI per Scrivere degli Standard di Etica Sessuale nel Ministero Sacerdotale

 

28 June 2001, ISTI National Conference, Saint John’s Abbey and University, Collegeville MN 56321 USA

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Organizzazioni di fede creano communita’ sane se promuovono come prima cosa attitudini e comportamenti tali da infondere fiducia fra i leader di tutti i livelli e la congregazione stessa.  La sicurezza degli individui e il benessere della communitá vengono esaltate quando i credenti sentono di essere rispettati come esseri umani e soprattutto quando sia uomini che donne vengono valutati in ugual modo; e i credenti sentono di essere rispettati anche quando vengono incorraggiati a sviluppare rapporti sessuali appropriati e sani basati su conoscenze ben informate e su valori spirtuali.

Tutti gli ecclesiastici di qualsiasi confessione come pure coloro che lavorano con essi, sono richiesti ad essere modelli con gli stessi elevati standard di comportamento umano come tutti i credenti.  Uno standard di etica sessuale messo per iscritto mantiene i “leader” attenti alle loro responsabilitá e aumenta il senso di sicurezza per gli individui vulnerabili nell’ambito della congregazione.   Tali standard possono pure servire da guida quale responsabilitá pastorale per ridurre il rischio di un comportamento sessuale che fa abuso di potere e posizione.

In risposta a richieste da parte di confessioni diverse, ISTI raccomanda i seguenti punti essenziali per stabilire degli standard di etica sessuale per gli ecclesiastici e coloro che lavorano con essi:

1.  Gli standard, per iscritto, di etica sessuale per gli ecclesiastici di qualsiasi livello come pure per coloro che lavorano con essi, sia che siano ministri ordinati o laici, dovrebbero essere redatti dalle autoritá piú elevate della denominazione confessionale. 

2.  Gli standard dovrebbero determinare specificatamente e chiaramente le aspettative di comportamento ed essere accettate uniformamente da tutte le autoritá piú elevate della denominazione confessionale sia per consistenza di interpretazione che per equitá nell’applicazione.  Gli standard dovrebbero essere distribuiti a tutti gli ecclesiastici ed amministratori di organizzazioni religiose e affissi con mezzi e nei luoghi piú adatti per una conoscenza generalizzata e per un’ampia presa di conoscenza a livello locale.

3.  Gli standard dovrebbero essere consistenti e in accordo con quelle di agenzie di stato pertinenti, e pure con le direttive di associazioni professionali.

4.  Gli standard devono essere rinnovati e firmati ogni anno da ogni persona facente parte del “ministry team” e da tutti coloro che vi lavorano.

5.        L’accordo con gli standard é condizione per ottenere sia una carica che per dare un servizio.

6.  Per quanto riguarda I membri ordinati e laici del “ministry team” e per coloro che lavorano nell’ambito pastorale, le seguenti particolari considerazioni devono essere applicate: 

a.   Coloro che provvedono a terapie o danno guida spirituale devono accettare pienamente la responsabilitá e preoccuparsi a che la relazione professionale avvenga sempre in tempi, orari e luoghi designati e appropriati e con adeguate salvaguardie incluse regolari supervisioni da parte di colleghi anche per approffittare dell’esperienza, formazione professionale e saggezza di quest’ultimi.

b.   Dovrebbero pure regolarmente impegnarsi a critiche collegiali specie per quei casi dove l’integritá della relazione é minacciata e inoltre prendere tutte le precauzioni necessaria per garantire la propria protezione come quella dell’altra persona.

c.   Devono pure far particolarmente attenzione a non comportarsi in modo inappropriato e irrispettoso sia per sé o per altri come per esempio pornografia con mezzi elettronici, audio, film, stampa o cybersex.

d.   Sono sempre responsabili per il loro comportamento sessuale in qualunque luogo e in qualunque relazione quando il potere delle parti é ineguale sia all’interno come pure tra le diverse confessioni.

e.   Nessun membro del “ministry team” o lavoratore deve ingaggiarsi in comportamenti sessuali in un rapporto di ministero.

7.      Programmi per seminaristi e laici, come pure per gli ecclesiastici che continuano l’educazione, dovrebbero includere esplicitamente discussioni che focalizzino su l’etica sessuale nel ministero per poi terminare con un accordo finale, messo per iscritto, sui punti essenziali approvati dalle autoritá piú elevate della denominazione confessionale; questa come condizione sia per l’ordinazione che per ottenere una carica.

Traduzione: Donatella Vanoni; Interfaith Sexual Trauma Institute, Roman Paur, Executive Director